venerdì 18 marzo 2011

“Dilli che venghino”

Coro dei minatori di Santa Fiora
“Dilli che venghino”

Sabato 19 marzo alle ore 19.30 presso il Bookshop dell’Auditorium Parco della Musica, l’Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma Carlo Fuortes presenterà alla stampa il disco del Coro dei Minatori di Santa Fiora “Dilli che Venghino” prodotto dalla Parco della Musica Records.

Saranno presenti: Simone Cristicchi, Alessandro Mannarino, Antonio Pascuzzo, Ambrogio Sparagna e il Coro dei Minatori di Santa Fiora.

TE LA RICORDI LELLA

TE LA RICORDI LELLA

READING CON MUSICA DI EDOARDO DE ANGELIS

con
Neri Marcorè

e la partecipazione straordinaria di

Amedeo Minghi e Lucilla Galeazzi
per prenotazioni telefonare allo 06 81173900

Reading/concerto di Edoardo De Angelis con Neri Marcorè, Lucilla Galeazzi e Amedeo Minghi organizzato dalla Provincia di Roma – Assessorato alle politiche cultuali con la collaborazione di Editrice ZONA e del Teatro Ambra alla Garbatella per lo speciale compleanno di Te la ricordi Lella. Il cantautore romano Edoardo De Angelis proporrà insieme ai tanti ospiti della serata uno specialissimo “concerto” in omaggio ai quarant’anni splendidamente portati da Lella, suo brano d'esordio nel 1971 destinato a un successo eccezionale e divenuta la ballata romanesca "per eccellenza”. Il programma della serata comprenderà canzoni e storie che andranno da quelle che hanno definito l’epoca del Folkstudio e degli anni immediatamente successivi al ‘68, a quelle che hanno segnato le grandi collaborazioni di De Angelis con Banco, Barbarossa, Branduardi, Ciampi, Dalla, De Andrè, De Gregori, Endrigo, Galeazzi, Lauzi, Marcorè, Minghi, Paolini, Sparagna, Tosca, Turci, Venditti. La serata si muove sulla traccia del libro con cd “Te la ricordi Lella. Quarant'anni di storie e canzoni"(Editrice ZONA) che ripercorre la lunga carriera di De Angelis come cantautore, produttore musicale e scrittore.

CONFITEOR

AMBRA
TEATROALLAGARBATELLA
piazza Giovanni da Triora, 15
tel. 06 81173900
ORARIO: sab. h 21.00 - dom. h. 17.00
biglietti: interi € 15,00 ridotti € 12,00
19 e 20 marzo 2011

CONFITEOR

di Giovanni Testori
regia di Alfredo Traversa
con Valerio Tambone e Antonella Fanigliulo
Rino ha ammazzato il fratello Nando ,diversamente abile, insieme all’unico amico che il giovane aveva trovato nella casa di cura in cui era ricoverato. viene incarcerato, ma non crede nell'amore che salva tutti o nel semplice perdono. Quindi, decide che l'unico modo è espiare la colpa attraverso le più feroci torture e violenze del carcere, accettate come dono di salvezza. Finché non verrà ucciso lui stesso. Dopo la morte, inizia il suo dialogo pubblico con la madre, figura poetica e struggente. Tra tutti i mezzi di auto-flagellazione che poteva scegliere per confessare, Rino sceglie il più crudele , ovvero il teatro, che gli permetterà di raggiungere l'espiazione attraverso la reiterazione sistematica del duplice omicidio.

Il teatro' diventa così necessità, mero mezzo per rivivere raccontando ogni sera, sul palco, ciò che ha commesso, trasformandosi in punizione. La parola si fa corpo, sangue, ferita brutale e aperta, amore.

La necessità di andare in scena con l’opera Confiteor è stata una decisione condivisa e vissuta con totale trasporto dagli interpreti. L’urgenza di comunicare, o meglio, di vivere con lo spettatore lo stesso spazio, lo stesso tempo, l’identico disorientamento, è divenuta urgenza dell’anima, urgenza dell’attore che tutto dona, tutto chiede, possibilità ultima di continuare a riaffermare la supremazia dell’arte teatrale, trasformazione del teatro in luogo sacro per una comunità, spazio scenico che offre l’occasione di ritrovarsi perdendosi.

Il Teatro di Testori, meglio il CONFITEOR di Testori è opera imperdibile; provare a metterla in scena significa verificare la dimensione spirituale del Teatro. Ha significato per noi morire in scena. Nella proposta attuale è momento di resurrezione. Per un teatro che non può non essere necessario: un teatro che sia casa e tomba; un teatro vecchio e nuovo; un teatro che ha bisogno di scrollarsi di dosso l’indifferenza ed il perbenismo. Vedere quest’opera e questi attori diventa atto coraggioso perché la Vita vuole coraggio.

4 5 6

4 5 6

di Mattia Torre
con Carlo De Ruggeri, Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino
e Franco Ravera
regia di Mattia Torre
disegno luci Luca Barbati
scene Francesco Ghisu costumi Mimma Montorselli
prodotto da Ninni Bruschetta, Maurizio Puglisi e Pietro Sermonti
"456" è la storia comica e violenta di una famiglia in un luogo imprecisato del Sud Italia. Isolata e chiusa, la famiglia vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Il capofamiglia, la moglie e il figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si scagliano addosso una salama appesa con lo spago a una delle travi del soffitto, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato in eredità dalla nonna morta tre anni prima ("fine cottura mai"), litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.

“456” nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Priva di un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenta oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri, riuniti in associazioni, in albi, in categorie professionali, in partiti:, ma senza coesione. Per precarietà, incertezza, diffidenza e paura, per mancanza di comuni aspirazioni, in ogni caso, siamo soli e siamo in lotta.

“456” è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo protettivo e aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: perché la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità nei confronti degli altri, il cinismo, la paura. “456” racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.
Mattia Torre è nato a Roma nel 1972. Insieme a Giacomo Ciarrapico scrive le prime commedie teatrali. Nel 2001 cosceneggia il fil “Piovono mucche” di Luca Verdiscolo. Nel 2003 il suo monologo “In mezzo al mare” con Valerio Aprea vince la rassegna Attori in cerca d’Autore al Teatro Valle di Roma. Nel 2005 scrive e dirige il monologo “Migliore” con Valerio Mastandrea: E’ fra gli autori del programma “Parla con me” di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie “Buttafuori” e, nel 2007, per Fox Italia, scrive e dirige “Boris”, serie cult giunta alla sua terza edizione. Con gli stessi autori scrive e dirige “Boris – il film”, in sala dal 1° aprile.

PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
ROMACITTATEATRO
via Nazionale, 183 00184 Roma
Tel. Botteghino 06 4882114
06 48872222
Orario: mar./sab. h 20.45 - dom. h 17.00
BIGLIETTI: DA € 20,00 A € 15,00

NOTTE TRICOLORE A ROMA

Nonostante la pioggia, scesa quasi incessantemente per tutta la sera e la notte, ben 130.000 persone hanno animato le strade e le piazze di Roma dal pomeriggio di ieri, 16 marzo, fino alle prime ore del mattino di oggi, in occasione della Notte Tricolore per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia.

Le 130.000 persone in festa hanno quindi trascorso la serata sia nel centro sia in altre zone della città (in Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Navona e Piazza di Pietra, in via del Corso, via dei Fori Imperiali e piazza Venezia, in piazza del Quirinale, alla Stazione Termini ma anche a Castel Sant’Angelo e all’Auditorium Parco della Musica) e hanno partecipato alle tante iniziative in programma nei vari luoghi che, in maniera straordinaria, sono rimasti aperti o hanno ospitato momenti di spettacolo (musei, biblioteche, teatri e cinema, le Chiese, la Camera dei Deputati e il Senato, la Caserma dei Corazzieri, il Ministero Politiche Agricole, il Ministero dell'Economia, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Banca d’Italia, la Sala Santa Rita, la Casa delle Letterature, quella del Cinema e quella della Memoria e della Storia, etc…).

In particolare, le aperture straordinarie dei 17 musei in città hanno fatto registrare ben 20.000 presenze. Per le strade sono transitate 20.000 persone lungo via dei Fori Imperiali (per assistere al teatro di strada, al concerto “Toccata e Fuga”, allo spettacolo dell’Accademia Nazionale di Danza, per ammirare le proiezioni scenografiche sui Mercati di Traiano e sul Colosseo, per godere dello spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio tricolori), 18.000 persone a piazza Venezia (dove si sono potute ammirare le proiezioni scenografiche sul Palazzo delle Assicurazioni Generali e sul monumento del Vittoriano e per assistere all’esibizione della Banda Militare Interforze), 9.000 persone si sono raccolte alla Stazione Termini in piazza dei Cinquecento (dall’arrivo del Treno Tricolore alle ore 20.00, all’alzabandiera del Tricolore più grande d’Italia, dall’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri fino al concerto di Ambrogio Sparagna),8.000 persone erano dentro e intorno a Castel Sant’Angelo (per il concerto della Roma tre Orchestra, per l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri e il concerto dei Tiromancino), 8.000 persone anche tra via del Corso(con l’apertura straordinaria dei musei che vi si affacciano)e Galleria Alberto Sordi (dove si sono esibite l’Orchestra Giovanile Monte Mario e la cantante romana Syria), 5.000 persone si sono contate in piazza del Campidoglio (per l’esibizione della Banda dei Vigili Urbani, lo spettacolo di Gigi Proietti e Umberto Broccoli, lo spettacolo di Gianfranco Jannuzzo, le proiezioni scenografiche su Palazzo Senatorio e le aperture straordinarie dei Musei Capitolini) e 1.800 persone hanno animato le strade dell’ex Ghetto (anche per visitare la Sinagoga e il Museo Ebraico).

A Roma sono stati 14 i concerti, 38 gli spettacoli, le rassegne e le animazioni, 11 le bande militari che si sono esibite, 2 gli eventi speciali, 6 le proiezioni architetturali, 12 le visite guidate, 17 le aperture straordinarie, 2 le lectio magistralis e uno spettacolo pirotecnico con fuochi tricolori dal Celio.

La Notte Tricolore di Roma è stata promossa da Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comitato dei Garanti per le Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Difesa e Camera di Commercio di Roma, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, la collaborazione di Ferrovie dello Stato, il contributo di Finmeccanica e Gioco del Lotto e con il contributo tecnico di Atac, Il Messaggero, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste Italiane.

MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA

Un’enorme folla si è accalcata fin dal mattino a Porta San Pancrazio, in occasione della visita istituzionale delle autorità, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dell’anteprima stampa del nuovo Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina - che da oggi entra a far parte del Sistema Musei Civici di Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, gestito da Zètema Progetto Cultura.

Per accontentare le richieste delle persone che premevano per entrare ai cancelli chiusi del Museo che si sarebbero dovuti spalancare alle ore 17.30, l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dino Gasperini e i vertici di Zètema Progetto Cultura, il Presidente Francesco Marcolini e l’Amministratore Delegato Albino Ruberti, hanno deciso di anticipare alle ore 13.00 l’apertura al pubblico – gratuita in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, impegnandosi personalmente a garantire un flusso ordinato, accogliendo i tantissimi visitatori accorsi.

Dalle ore 13.00 la coda fuori dal Museo è stata sempre lunghissima, centinaia di persone sono già entrate per visitare le sale e approfondire la storia, i luoghi e i personaggi della Repubblica Romana del 1849 e della memoria garibaldina. Altre centinaia sono tutt’ora in coda, in attesa di poter visitare le postazioni interattive, i documenti, le mappe, i dipinti, i giornali, le incisioni e i cimeli della collezione garibaldina.

Il progetto è stato ideato dall’Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Museo Centrale del Risorgimento di Roma.