martedì 24 febbraio 2009

La verità è un limone

TeatroLoSpazio.it
Dal 17 al 22 Marzo
Compagnia Sycamore T Company
Presenta

La verità è un limone

di e con
SELENE GANDINI

Regia
GIANNI MASELLA

Aiuto regia
Mario Scerbo

e con la voce di
GIORGIO ALBERTAZZI

Un racconto delizioso e straniante Una fiaba onirica e spiritosa, una fantasia di capriole a ritmo sempre più veloce, come in un sogno. Un sogno di quelli che lasciano inquieti. Tuye-yè-yè non è uomo , non è donna o forse è entrambi all’interno di un gioco.

In una soffitta ha creato un mondo fatto di risposte surreali ed immaginarie. Lo spettacolo esplora l’inconscio ed il sogno di T. per arrivare alla scoperta di quella realtà dalla quale è partito il suo viaggio.

Gli amici di Tuye-yè-yè sono un orso di peluche, un cavallo di pezza, una paletta ed una piccola scopa. Nello spazio, fili di lunghezze diverse con lenzuola dipinte da T. che descrivono i protagonisti della sua storia. Come un rito, ogni giorno stende le lenzuola assegnando loro la parte.

T. parla con ciascun lenzuolo , giocando con scale di dimensioni diverse, con bolle di sapone, con oggetti differenti a cui presta la voce. Interagisce con il pubblico (per lui pubblico immaginario) a cui racconta la sua storia ed i suoi pensieri ( dal suo dolce preferito, al fatto che tutti lo vogliono come capo del mondo, fino a parlare di Dio).

I racconti ed i gesti sono tragico-comici e dalle sue innumerevoli risate inizieranno le domande. È un personaggio cattivo, dolce, euforico, triste ed i passaggi da uno stato d’animo all’altro sono frutto del dialogo che ha con L’INTERLOCUTORE e il BAMBINO. Il primo ( voce off ) è la voce interna a cui ognuno di noi assegna un valore ed un nome. Nella solitudine la scopriamo . E’ con l’Interlocutore che riusciamo a creare un dialogo con noi stessi. Dà un senso a quello che facciamo. Il secondo (videoproiettato ), rappresenta l’IO adulto, la parte razionale ed è con lui che nascono situazioni di gioco e di conflitto.

Interagisce con la storia anche uno strumento musicale (sax), anche lui in scena ma “suonato” dall’ immaginazione .

Sull’unico lenzuolo bianco vengono proiettate immagini e video apparentemente senza un filo logico, volte a rappresentare la mente di T. Il pubblico vedrà la successione di queste immagini e dialoghi ripetuta nell’arco dello spettacolo più volte, fino ad arrivare a capire a quale mondo reale T. ha attinto per creare la sua dimensione fantastica. T. non vuole dimenticare quello che lo circonda, ma lo rielabora a suo modo, creando un mondo parallelo. Tutto nasce dal bisogno di essere interi, dall’ esprimere pienamente noi stessi per quello che siamo e non per quello che rappresentiamo.

Realtà, sogno e illusione si intrecciano fluendo e divenendo una storia sola ed è in quella storia che ritroviamo uniti coscienza razionale ( INTERLOCUTORE e BAMBINO) e istintività creativa ( TUYE-YE’-YE’).

Durata dello spettacolo: 1 ora

Appuntamento per il Dopoteatro dal 19 al 22 marzo con gli EQU in concerto.

TeatroLoSpazio.it

Spettacoli ore 21.00 - Domenica ore 17,30. Ingresso 12 Euro, ridotto 7 Euro, tessera associativa trimestrale 3 Euro Dopoteatro dalle 22:30 – domenica ore 21,00 –costo biglietto 7 euro + tessera associativa trimestrale 3 Euro Roma, Via Locri 42/44, (traversa di via Sannio, Metro San Giovanni)Tel.+39 0677076486 +39 392 9583409 info@teatrolospazio.it

DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE

TEATRO BELLINI Teatro Stabile di Napoli
Presenta

Michel Altieri - Katia Terlizzi

in

DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE


nella riscrittura di Tato Russo
da Aldo De Benedetti
con
Umberto Bellissimo
e con
Letizia Netti

regia LIVIO GALASSI

Scene Tonino Di Ronza
Costumi Giusi Giustino
Musiche Zeno Craig
Disegno Luci Roger La Fontaine

Pur se riportato dall'epoca dei telefoni bianchi a quella dei nostri cellulari, resta ancora vivo quell'umorismo raffinato, quel linguaggio dinamico ed effervescente, quella sensualità discreta e garbata che furono gli ingredienti base di una commedia che riscuote successi fin dal suo felice esordio nel 1936. La trama si sviluppa alla maniera della più classica commedia degli equivoci: da un lato un marito che, per sbaglio, invia alla propria moglie un mazzo di rose destinate alla sua amante; dall'altro la moglie che, lusingata dall'ammirazione di questo sconosciuto, nasconde fiori e relativo bigliettino amoroso al marito! In più ci si mette anche l'amico fedele della coppia che, approfittando della situazione, confessa alla donna di essere lui il misterioso spasimante... Ed ecco che il matrimonio inizia inevitabilmente a scricchiolare, la gelosia divampa e uno smanioso desiderio di evasione soffoca la tranquilla realtà quotidiana dei nostri personaggi.

Un testo brillante e divertente ma che dietro la sua leggerezza nasconde quell' infelicità e quell' insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo a una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi “qualcosa” di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari... due dozzine di rose scarlatte!

TEATRO SALA UMBERTO

Dal 3 al 22 marzo
Dal martedì al sabato ore 21, 2° e 3° mercoledì ore 17,30, domenica ore 17,30
Prezzi da 30,00 a 14,50 euro

L’AIDA – IL MUSICAL

L’Aida il Musical sbarca in Romagna, al Pala de’ Andrè di Ravenna e porta un un’onda di turbamenti e passioni in un posto dove, d’inverno, il freddo e la nebbia non danno tregua. L’opera di Verdi è stata reinterpretata in versione Musical dal sapiente lavoro di Elton John e Tim Rice, dopo il grande successo Disney de Il Re Leone. La storia è nota a tutti resa famosa dall'opera di Giuseppe Verdi del 1871, narra la passione della principessa africana Aida divenuta schiava e del suo amore. In questa versione la rappresentazione è molto giovanile, si respira e arriva l’emozione dei giovanissimi, come Mereb, dolcissimo 20enne che riesce a commuovere e divertire con la sua energia e simpatia. Aida è forse troppo seria, quasi arrabbiata, che naturalmente rispecchia la parte, ma è esasperata e così risulta un gradino sotto alla principessa Amneris (Simona Marocco), che riesce in un’ottima performance a tal punto da preferire quasi lei alla stessa Aida. Gli altri interpreti sono chi più e chi meno nella parte, ma nel complesso lo spettacolo è molto gradevole e 2 ore e 40 passano piacevolmente. Certo è che la scenografia, visto sicuramente un budget non miliardario, non aiuta gli attori che devono far leva solo sulle proprie prestazioni. L’orchestra sotto il palco aiuta a creare un ambiente corale che ben si sposa con le atmosfere egiziane e nubiane. Quello che poco convince è l’aver stravolto la storia, portandola ad un happy end un po’ buddhista, stile Il Re Leone con il Cerchio della Vita (tutto scorre e si rincarna), cosa che si intravede anche nel dialogo padre-figlio che non si vogliono riconoscere sangue del proprio sangue. Comunque, molto fedele al testo originale di Elton John e Tim Rise, l’Aida italiana piace e si va vedere.

Dal 23 al 25 arriva a Roma al Teatro Italia.
Francesca Crostarosa