PARLAMI DI ME

G.Angelucci, M. Costanzo e S. Verdone
presentano


Un musical di
MAURIZIO COSTANZO e ENRICO VAIME
Con
CHRISTIAN DE SICA
con
LAURA DI MAURO e PAOLO CONTICINI

e con
Mara Ariani Mazzei, Stefania Caracciolo, Simone Tuttobene,
Fabio De Filippis, Alex La Rosa, Davide Marrone,
Chiara Monteforte, Zheren Pan,
Laurence Patris, Gioia Vicari

Arrangiamenti e direzione musicale: M° Marco TISO
Scene: Mario CATALANO
Coreografie: Franco MISERIA
Costumi: Laura COSTANTINI
Disegno audio: Beppe ANDOLINA
Disegno luci: Gianni MASTROPIETRO
Regia di
MARCO MATTOLINI
Una produzione
GIACARANDA
Produttore esecutivo
MASSIMO DI ROLLO
per Project Leader

“PARLAMI DI ME

Un musical di MAURIZIO COSTANZO e ENRICO VAIME
Con
CHRISTIAN DE SICA

TORNA A ROMA, AL TEATRO SISTINA,
E CHIUDE DUE STAGIONI DI GRANDI SUCCESSI

Teatro Sistina, dal 13 al 25 maggio

Torna al Teatro Sistina di Roma il musical “Parlami di me” scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime con Christian De Sica, per la regia di Marco Mattolini.

Dopo due stagioni ricche di successi, Christian De Sica torna al Sistina dove ha debuttato il 27 febbraio del 2007; da allora è andato in scena nei teatri di tutta Italia, incassando 5 milioni di euro e raccogliendo ben 155 mila spettatori. “Parlami di me” è un omaggio al teatro e, allo stesso tempo, un’occasione per De Sica per raccontarsi come artista e come figlio d’arte. Un’ora e quaranta minuti in cui è sempre in scena, accompagnato da un’orchestra di venti elementi, diretti dal Maestro Tiso, e da una compagnia di dodici artisti.

Il musical si snoda lungo il filo della memoria di Christian De Sica, tra i ricordi della sua infanzia, il rapporto con il padre protagonista di tante pellicole di successo, e la sua volontà di intraprendere la carriera artistica, superando anche l'ingombrante presenza di un genitore così importante.
Le immagini del padre scorrono e Christian parla con lui, raccontando l'ambiente del teatro e del mondo dello spettacolo, con i suoi luoghi comuni, ma anche con la difficoltà di andare avanti in un lavoro non facile.

Con Christian De Sica in scena Laura Di Mauro e Giorgio Raucci e con Mara Ariani Mazzei, Stefania Caracciolo, Simone Tuttobene, Fabio De Filippis, Alex La Rosa, Davide Marrone, Chiara Monteforte, Zheren Pan, Laurence Patris, Gioia Vicari.

Le scene sono di Mario Catalano, le coreografie di Franco Miseria, i costumi di Laura Costantini, il disegno luci di Gianni Mastropietro.

“Parlami di me” è una produzione Giacaranda e sarà in scena al Teatro Sistina dal 13 al 25 maggio.

GLI AUTORI
Maurizio Costanzo
“Per molti anni ho lavorato come autore radiotelevisivo in Rai. Praticamente dal 1962 al 1976 quando cominciò “Bontà Loro”. Mi capitò di lavorare spesso a Milano, presso la sede Rai di Corso Sempione e gli studi della Fiera. Nel 1974 andai a Milano per occuparmi di un programma nuovo, 18 puntate, “Alle Sette della Sera”, conduttore Christian De Sica. Era il suo primo impegno televisivo, ed io non lo conoscevo. Cominciammo a parlare e lui mi chiese che linea tenere. Gli risposi: “Sei figlio di Vittorio De Sica, non puoi fare quello democratico e alla mano perciò pettinati bene, metti lo smoking e quando si accendono le luci delle telecamere presentati così: “Pubblico gentile, buonasera”. Questo ragazzo elegante e gentile, figlio di Vittorio De Sica fece capire che sapeva fare questo lavoro e il pubblico si incuriosì.

Christian ha sempre avuto paura dell’aereo ed io non ho volato per otto/nove anni: ci ritrovavamo a Roma o a Milano a prendere il vagone letto. Fino ad Orte ridevamo pensando ai grandi nomi del teatro da Paolo Stoppa in su e in giù che vivevano, forse, discreti tradimenti nel wagon lits.

Poi con Christian ci siamo rincontrati in una serie tv diretta da Enzo Trapani in onda il sabato sera “La compagnia stabile della canzone con varieté e comica finale” e infine nelle sei puntate di “Bambole non c’è una lira” che scrissi con Marcello Marchesi e la regia di Antonello Falqui. Un grande cast per raccontare la storia del teatro di rivista italiano fino all’arrivo della televisione. Un grande cast, dicevo da Loredana Berté, a Gianrico Tedeschi, a Tino Scotti, a Christian De Sica, a Gianni Agus, a Leopoldo Mastelloni, a Isabella Biagini a Pippo Franco.

Questa lunga conoscenza vissuta ovviamente con alti e bassi, vedersi e poi non vedersi a lungo, ci ha condotto da aprile 2006 ad oggi, a bordo dell’avventura più bella. Christian è sicuramente nel momento più alto della sua maturità artistica e se al suo esordio qualcuno poteva affermare che in alcune cose si rifaceva al papà, adesso del grande Vittorio, Christian ha il carisma, la professionalità e un talento affinatosi sempre più. De Sica è in palcoscenico per la seconda volta, ma ora con un musical che attraversa alcune sue esperienze ma principalmente parla, sorride, ironizza sul teatro. Teatro: grande amore di Vittorio De Sica, di Christian, di Enrico Vaime, di Marco Mattolini e del sottoscritto. Il teatro che, via via che ci inoltriamo negli anni delle estreme tecnologie rilancia la sua sfida di sempre: “Tu, hai voglia di venire a sentire cosa ho da dirti salendo su alcune tavole mentre tu appena più in basso, mi guardi?”.

Ci siamo appassionati De Sica, Vaime, Mattolini ed io nel comporre, nel realizzare questo spettacolo convinti che il palcoscenico è l’unica disciplina che accetta il passare degli anni (Arnoldo Foà, Giorgio Albertazzi, Mario Scaccia, solo per fare tre nomi) e consente quindi di vivere la maturità e non solo rimanendo sul palcoscenico. Nello spettacolo ricordiamo una frase che spesso ha mormorato Vittorio De Sica: “Eh, gli attori vanno capiti, perchè sono degli eterni bambini”.
E così, proviamo a trasferire quello che è stato il nostro piacere, il nostro divertimento a quanti vorranno assistere allo strano esperimento rappresentato dalla nascita di uno spettacolo. Attenzione: soltanto una storia come un'altra ma con la differenza che qui si apre il sipario, si accendono le luci e ci si ritrova, finalmente, in un’altra dimensione.”
Enrico Vaime

“In poche occasioni ci si sente imbarazzati come quando vengono richieste delle note introduttive a uno spettacolo nel quale si è coinvolti.

È normale che si cerchi di parlarne bene, di incuriosire, di assumere un
atteggiamento furbesco che favorisca la promozione. D’altronde assumere una, per quanto naturale posizione critica, non è facile. Direi che è innaturale.

Questo “musical” rappresenta un’occasione per me, per vari motivi.
Mi ha dato l’opportunità di riprendere la collaborazione con Maurizio Costanzo,
un amico al quale mi legano passate esperienze piacevoli e costruttive, e una
singolare affinità caratteriale. “Parlami di me” mi ha dato anche un’altra
opportunità: quella di lavorare con Christian De Sica, talento riconosciuto e
persona straordinariamente gradevole. Anche la compagnia è composta da
elementi (dal regista agli attori, ai ballerini, cantanti e le altre professionalità) di grandi doti tecniche e umane. Insomma ci siamo trovati nelle migliori condizioni per portare a termine un lavoro come questo. Ci siamo anche divertiti durante il periodo dell’allestimento: non è facile che questo accada.

Ci piacerebbe che l’atmosfera nella quale ci siamo mossi fino ad oggi non solo dia i suoi frutti, ma riesca a trasparire, e trasmettersi, ad arrivare al pubblico. Quando si lavora in serenità e, perché no, anche in allegria questo dovrebbe in qualche modo risultare. Pur essendo artigiani di lungo corso, rimane in ognuno quella speranza forse ingenua che la propria felicità e soddisfazione abbiano un riscontro. Fare il teatro è un po’ come fare l’amore. Non si sa mai se il proprio piacere possa venire completamente condiviso. E con la stessa intensità. Incrociamo le dita.”

NOTE DI REGIA
Lo abbiamo visto crescere, giorno per giorno, grazie alla passione, al talento e all’intelligenza di tutti quelli che hanno partecipato alla sua creazione: autori, interpreti, collaboratori artistici, staff tecnico e addetti alla produzione, gente di spettacolo di diversa provenienza, che, nel corso degli anni, magari si è più volte incrociata, in ambiti, ruoli, situazioni disparati, ma che qui si è trovata, per la prima volta, a lavorare insieme, con entusiasmo.

Può sembrare rituale, retorico, scontato, ma è andata proprio così e vi assicuro che l’entusiasmo è una condizione rara nella gestazione di un lavoro teatrale, una specie di stato di grazia che aiuta a superare difficoltà e contrasti, nel comune impegno di dare ciascuno il proprio meglio per la riuscita dello spettacolo.

Credo che questo abbia molto a che fare con l’ambiziosa e speciale natura del progetto e con le doti artistiche e umane dello straordinario protagonista attorno a cui è nato.

Infatti “Parlami di me” non è un recital anche se dispone di un’orchestra dal vivo di venti elementi e propone alcuni pezzi forti del repertorio di Christian De Sica. Non è un one man show, anche se il protagonista si cimenta con tutti i generi dello spettacolo dal vivo, e nemmeno lo stand up di un mattatore in vena di ricordi, ma un musical vero e proprio che, attraverso l’esperienza e i gusti di questo particolarissimo figlio d’arte, parla del teatro e degli attori, con affettuosa ironia e convinta partecipazione.

Christian – talvolta con il supporto di grandi proiezioni evocative - racconta la sua vita, gli inizi, i grandi maestri a cui si è riferito, a cominciare da suo padre, ma parla anche della responsabilità di portare cotanto nome, del suo amore per la musica, della sua predilezione per il jazz, lo swing, rende omaggio ai grandi miti della scena canora americana e si cimenta alla sua maniera con grandi classici del teatro come Goldoni e Shakespeare.

In parallelo – anche attraverso l’uso degli interpreti nelle coreografie - corre la storia minima della improbabile compagnia che lo affianca, rappresentando tutti i vezzi, i vizi, le ambizioni, la tenacia e la passione dei teatranti.

E’ così che lo spettacolo, senza pretese e grazie al talento poliedrico del suo protagonista e degli altri interpreti, finisce per mettere tanti generi a confronto: il musical, la commedia musicale, il music hall, la canzone, la prosa, la danza, l’affabulazione e persino l’improvvisazione e il cabaret...
Una grande musa aleggia su di noi: Bob Fosse e non a caso lo spettacolo si apre con “All that jazz”. Un’artista che si è cimentato con generi e storie diversissime, che ha insegnato a tutti come uno spettacolo possa essere fruibile ai più diversi livelli e rivolgersi a tutti, dallo spettatore più sprovveduto ai palati più raffinati.

E’ una sfida ambiziosa e non facile, lo sappiamo, ma è la nostra.

Se, per concludere, mi consentite un’alata metafora che presta pericolosamente il fianco ai commenti più maligni, direi che la ricetta di questo spettacolo può contare su ingredienti di prim’ordine: uova freschissime, latte appena munto, formaggio di prima qualità. Si punta ad un nobile souffle, speriamo che non esca fuori una semplice frittata, che è pur sempre buonissima.
MARCO MATTOLINI

1 commenti:

  1. Sono stato a vedere "Parlami di me" e mi sono veramente annoiato. Lo spettacolo è gonfiato dalla pubblicità, dai nomi degli autori, dalla cornice, dalle presentazioni come questo post, ma al dunque mancano i contenuti. Christian parla pochissimo della sua vita (tanto tempo è dedicato a cantare e preferivo gli interpreti originali di quelle canzoni), la musica è così forte che in molti dovevamo tenere le mani sulle orecchie. Ma soprattutto, la noia veniva dal carattere didascalico dello spettacolo. Christian spiega ad esempio che cosa si svolge nei camerini dopo uno spettacolo. E tutti lo spettacolo è un susseguirsi di spiegazioni, canzoni e omaggi. Gli applausi più scroscianti sono stati per il padre: che divertimento, uno spettacolo in cui si applaude un defunto! Peccato, perché si sente tanta bravura (degli attori ma non solo) sprecata. Certo, se Christian non avesse sempre quel sorriso artificiale stampato sulla bocca, potrebbe offrirci altre espressioni interpretative.
    Insomma, tanto lavoro senza ottenere il risultato che ogni spettacolo di varietà dovrebbe offrire, il divertimento.
    Federico

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